Tempo, il re del risparmio.

Riflettere sul tempo è l’azione più importante per un risparmiatore / investire

Il tempo, perché è importante rifletterci? Sant’Agostino diceva «Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so». Pensare al tempo è fondamentale per chi si interessa di risparmio e investimenti sia che si tratti di un professionista della consulenza, sia che si tratti di un risparmiatore o investitore. Riflettere sul tempo è qualcosa di molto pratico e per i nostri intenti molto poco filosofico. Vedremo come quella sul tempo sia la parte dei nostri ragionamenti finanziari alla quale come risparmiatori prima ed investitori dopo, dovremmo ragionare con più attenzione. Un consulente, un bancario o un assicuratore che con i propri clienti non si soffermi a lungo su questo tema dovrebbe destare qualche perplessità. La perplessità dovrebbe nascere dal fatto che il tempo è il re, il padrone dei risparmi ed è la variabile più importante nella scelta e nell’analisi di un investimento.

Partiamo dalle basi. Questo è uno spazio dedicato a chi vuole prendersi il tempo per ragionare e per pensare si utilizzano le parole. Spesso per abitudine, fretta, conformismo e sopratutto per una ormai diffusa sciatteria alimentata dalla “necessità” di usare i messaggini sui social, rapidamente e senza pensare, utilizziamo dei termini, delle parole, senza conoscerne il vero significato. Nel periodo di “Googolare”… orrendo neologismo che indica le ricerche sul motore di ricerca Google, io ho in libreria e consulto regolarmente fra gli altri, il Grande Dizionario GEDEA, edito da Istituto Geografico De Agostini, 10 volumi di grande formato. Quello della foto è proprio nella mia libreria. Vediamo cosa leggo circa i termini che stiamo usando.

Risparmiatore: “Che riduce le spese e modera i consumi, mettendo da parte denaro in vista di attività future o di un successivo impiego”.

Risparmio: “… in senso concreto, somma di denaro risparmiata; riserva monetaria messa da parte per esigenze future.”

Investimento: “destinazione di risorse economiche alla produzione di altre ricchezze… impiego di fondi in forme (azioni, titoli di stato, immobili, oro, ecc.) che prospettano un reddito più elevato o un aumento del valore reale.”

Quindi il risparmiatore è colui che modera i propri consumi attuali per far fronte a desideri ed esigenze future.

Ecco che alla base del risparmio troviamo il presente e il futuro, quindi il tempo. Non si può pensare al risparmio se non ci si proietta nel tempo futuro. La cognizione anche istintiva e non ragionata del tempo, consente ed invita a non consumare tutte le riserve nel presente ma a conservarne una parte per esigenze future. Questo è un comportamento innato, proprio degli uomini e in qualche misura degli animali. Il contadino saggio predispone le scorte di cibo per l’inverno e gli animali che vivono in una tana ad esempio mangiano a sazietà per avere scorte di grasso per il periodo di letargo.

Talvolta, ma questo non è obbligatorio infatti i risparmi potrebbero stare anche sotto la proverbiale mattonella, le somme sottratte al consumo presente vengono immesse nel circuito degli investimenti (azioni, obbligazioni, beni reali, preziosi ecc.) che prospettano un aumento di valore. Il mio prezioso dizionario dice che “prospettare” significa “Sottoporre all’attenzione altrui come eventuale, possibile, fattibile… deriva dal latino ‘prospectare’, guardare avanti.”

Avanti, nel futuro, ancora il tempo! Parlando di investimenti ecco che l’aumento futuro di valore è eventuale, possibile, fattibile, non certo. Quindi passando dal risparmio all’investimento, desiderando che il valore futuro dei miei risparmi sia superiore a quello presente, si inserisce un altro parametro fondamentale di valutazione, il rischio. Ma di questo, di rischi, parlerò in un prossimo articolo.

Ecco che sulla base dei nostri ragionamenti finanziari, le domande che un risparmiatore si deve assolutamente porre sono…

  • quanto denaro posso sottrarre ai consumi presenti?
  • per quali desideri, bisogni futuri?
  • fra quanto tempo voglio soddisfare i miei desideri o bisogni?

Ma se i desideri e bisogni sono più di uno… la barca o casetta che ho sempre desiderato, la mia pensione, l’università per i figli, allora dovremmo iniziare a pensare e riflettere su “I Tempi” e non più di un tempo indistinto. Non dovremmo più pensare ad “un” futuro, ma a tanti tempi, a tanti futuri, quanti sono i diversi obiettivi, desideri, bisogni e su questa base porsi delle domande.

Ad esempio, se sono un quarantenne che inizia ad occuparsi della sua posizione previdenziale ecco che su questo tema, il futuro, il tempo sul quale devo riflettere è di 50, 60 anni. Infatti fino ai 70, 75 anni dovrò accantonare i miei risparmi e fino ai 90, 95 anni percepirò la rendita che mi sono costruito. Se il mio futuro riguardo all’obiettivo di garantirmi la pensione è di oltre 50 anni allora è più importante, ad esempio, interrogarsi sull’andamento della borsa di Milano nei prossimi tre mesi, o riflettere sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale (I.A.) sul mercato del lavoro nel 2050? In questo caso i ragionamenti veramente importanti sono in ambito finanziario o sociologico? Ci siamo mai fermati a pensare alle ricadute sull’economia e quindi sulla finanza dell’andamento demografico e come tutto questo impatta sulla mia pensione futura?

Se ho dei figli ed un patrimonio da trasmettere alle future generazioni ecco che il “mio” tempo si somma al “loro” tempo e improvvisamente il futuro su cui devo riflettere diventa anche di 100 anni. Un secolo sembra un tempo “assurdo” rispetto alla velocità che la società moderna ci impone, ma basta pensare ai nostri genitori, ai nostri nonni ed ecco che quel tempo assurdo diventa reale. Diventa il tempo delle nostre famiglie. Diventa il tempo con il quale dobbiamo confrontarci.

La prossima volta pubblicherò un grafico, uno dei pochissimi che vedrete su questo blog, e vi racconterò quali sono stati gli elementi che hanno permesso al Dow Jones, l’indice della borsa americana di passare da circa 870 punti nel febbraio 1980 a oltre 29.000 punti nel febbraio 2020. Il Dow Jones quindi si è moltiplicato di 33 volte in 40 anni, questo significa che ogni dollaro investito in quel mercato nel 1980 sono diventati 33 dollari nel 2020… perché?

Seguitemi, ci ragioneremo insieme.

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